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Tre giorni più uno: Solstizio e notte di San Giovanni Giugno 2012

Last Update: 7/21/2012 7:33 PM
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7/21/2012 7:33 PM
 
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Come molti di voi certamente sapranno, il solstizio d'estate è il momento in cui il sole raggiunge il picco massimo nel cielo. Il 21 giugno è quindi il giorno più lungo dell'anno; anche se in realtà il sole rimane lassù per ben tre giorni (sol status) e comincia a scendere soltanto dal 4° giorno, cioè il 24.
Da questo momento in poi il nostro astro scende sempre di più, fino al 21 dicembre, per poi ricominciare la sua ascesa tre giorni più tardi... (chi è che nasce nella notte tra il 24 e il 25 dicembre?)


Il Dio Solare
La tradizione vuole che il 24 giugno sia rappresentato come il Dio che perde la testa - ovvero il sole che "cade" – in altre parole è il Dio che muore e che lentamente discende negli Inferi. Anticamente i pagani lo rappresentavano con il Dio Sole, che a seconda della cultura poteva essere Lugh, Mabon e via dicendo.
Come ogni importante festa pagana che si rispetti, anche questa fu acquisita dal nascente Cristianesimo dei primi secoli e l'iconografia fu subito adattata al Dio-Sole cristiano, cioè Gesù. San Giovanni, infatti, altri non è che l'alter ego del Dio Sole che nasce e muore durante l'anno. Proprio come per i Celti si disputava il duello tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia rispettivamente il 21 giugno e il 24 dicembre, qui Yĕhošūa e Yehohanàn (stessa radice del nome che viene da Yh e significa Dio) si scambiano il trono solare.
In questo caso Giovanni "perde la testa" poiché decapitato per colpa di Salomé, la bella figlia di Erodiade (uno dei nomi cristianizzati dell'antica dea etrusca Arathia, poi Aradia).
Chiaramente siamo di fronte ad una mitologizzazione di uno fenomeno astronomico vecchio come il mondo e celebrato per quello che era - cioè un passaggio - già 7000 anni fa al confine tra Egitto e Sudan.
Più tardi anche a Stonehenge si cominciò a celebrare il solstizio d'estate e la sua caduta tramite un osservatorio astronomico sacro, che rispecchia in tutto e per tutto quello più antico in Egitto.

Porte e passaggi
Il solstizio è quindi un passaggio: dall'estate all'inverno e viceversa; dalla vita alla morte e viceversa. Era così chiaro per gli antichi che avevano tutta una serie di simbologie ad indicarlo.
Una su tutte: la quercia. L'albero sacro dei druidi da cui nasceva il Ramo d'Oro, simbolo di fecondità. La quercia era altresì il legno più massiccio e resistente dell'epoca, perciò veniva fabbricato per costruire porte robuste e portoni anti-sfondamento.
Porta = passaggio.
Inoltre la parola greca "drus" che significa albero, è quella da cui provengono i termini "duir" (passaggio, e runa dei cambiamenti), "druid" e l’inglese "door"...
Tuttavia, “porta” è anche l’epiteto dei due solstizi, chiamati per l’appunto Janue Coeli, ovvero “porte celesti” poiché tradizionalmente si immaginano i solstizi come due soglie che il Dio Sole attraversa per salire verso il cielo a dicembre e per scendere verso gli inferi a giugno.
Anche il matrimonio è un rito di passaggio. Per questo le nozze ancora oggi vengono celebrate soprattutto a giugno. Tant'è vero che la "luna di miele" si riferisce alla luna piena di giugno che si chiamava così, per indicare il momento in cui le api danno il miele più dolce e abbondante.

Termini e tradizioni
Il solstizio estivo viene anche chiamato "midsummer", mezza estate, anche se per noi moderni il 21 giugno segna l'inizio dell'estate, e non la metà. Ma questo si deve al fatto che anticamente, nel Nord Europa, l'estate era molto corta e siccome gli antichi avevano solo due stagioni, l'estate cominciava con i primi tepori primaverili e terminava dopo agosto, con l’ultima mietitura. Perciò il 21 giugno si posizionava a metà del periodo estivo. Come dimenticare l'opera di Shakespeare "Sogno di una notte di Mezza Estate"? in cui il sogno e la realtà si fondono a suon di immagini pagane come le fate e i fauni, il Green Man e tutti gli spiriti del bosco...
Il 21 giugno è anche la festa dei contrari, così come morte e vita stanno agli antipodi, mille sono i rituali da fare con acqua e fuoco. Pensate alla rugiada del 24 giugno o ai falò di San Giovanni…
In queste tre notti, in tutta Europa, saranno migliaia i falò che illumineranno il passaggio del Sole, quasi a voler sostenere fino all’ultimo la massima forza del nostro astro, destinato a discendere di nuovo negli Inferi Celesti.

Detto questo auguro a tutti un felice Solstizio, Litha o Midsummer per i neopagani, Alban Hefin per i neodruidi, Festa Junina per i Brasiliani e "festa d'Estiu" per i Sardi!

Monica Casalini

www.riflessioni.it/paganesimo/solstizio-estate-21-giugno.htm
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AVER PAURA DEL DIAVOLO E' UNO DEI MODI DI DUBITARE DI DIO ...
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